PLURALISMO RELIGIOSO A SCUOLA.

PLURALISMO RELIGIOSO A SCUOLA. Una proposta

Oggi è ancora opportuno studiare a scuola le religioni? Quali sono i limiti di questa disciplina in Italia? E come insegnare religione in una società che, con il passare degli anni, è sempre più abitata da differenze culturali e religiose? Se nel nostro Paese si è ormai chiusa la stagione della religione, è solo perché si è aperta quella delle religioni, al plurale. Conoscere le religioni diventa perciò uno dei requisiti fondamentali per sviluppare una «cultura del vivere-insieme» in grado di favorire una cittadinanza più democratica, riducendo così i conflitti causati dalla mancanza di comprensione reciproca. La scuola, pur con tutti i suoi limiti, oggi rappresenta il primo spazio pubblico in cui emergono le differenze, comprese quelle religiose. Compito di questa istituzione è quello di educare i futuri cittadini ad abitare il mondo e a renderlo migliore. Anche attraverso la conoscenza delle religioni. Il testo propone un itinerario didattico per la scuola secondaria di secondo grado che, pur muovendosi nella cornice delle Indicazioni nazionali per l’insegnamento della religione cattolica, è in grado di fornire agli insegnanti di religione (e a tutti coloro che si interessano alla disciplina) percorsi, suggerimenti e idee per educare al fatto religioso in una scuola sempre più plurale.
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FILIPPO BININI

ISBN 9788862573993
140x210 mm − 190 pp.

€ 16.00

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«La condizione umana, la storia, il linguaggio, in generale l’essere al mondo è un atto di meticciamento: incontro e scambio che fa nascere qualcosa di differente che non era previsto prima. Per questo l’identità, anche quella reclamata come pura, non può fare a meno dell’incontro con l’altro. Per questo l’ospitalità è una categoria rifondativa. Quello che chiediamo si affermi è il “pensiero ospitale”, che descrive l’umano, il reale, perfino il divino diversamente. L’ecumenismo che verrà è quello dell’ospitalità: essere è essere -per- l’altro e credere è vivere -per- l’altro. Dalla co-esistenza come imperativo giuridico, alla pro-esistenza come appello etico e religioso. La proposta è di aiutare l’ecumenismo ed insieme ad esso il dialogo interreligioso e ripensarsi».

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