125 anni di innovazione e tradizione

Perchè un tipografo non può sognare? E ascoltare, in rapito smarrimento, i discorsi, le confidenze, i ricordi dei suoi amici: il torchio, la pedalina, la linotype?

Capitò ad Andersen, a Grimm, a Rodari assistere a incontri magici in castelli fatati; non potrebbe accadere la stessa cosa in un paesino della Valmarecchia?

Questa è l'atmosfera che si respira entrando all'interno del Museo delle Arti Grafiche allestito in azienda.

Un percorso che si snoda attraverso le varie fasi dell'innovazione tecnologica in ambito tipografico, passando dai macchinari storici, gioielli tutt'ora funzionanti, ai pannelli esplicativi che illustrano la storia della stampa. In esposizione i visitatori possono ammirare il torchio "Amos Dell'Orto" del 1852, la Linotype delle Officine Aldo Velo di Brescia, l' "Italtype mod. Alfa", la "Piano Cilindrica Work Augsburg" del 1905 e numerose altre macchine storiche.

Un'area del Museo è dedicata alla storia del libro e all'evoluzione del carattere, in legno e in piombo, le origini del mestiere in cui siamo impegnati da tempo.

Siamo convinti dell'importanza della storia tipografica per questo, oltre al museo, abbiamo pensato di omaggiarla con il prezioso volume "Lettering", di Vilmo Rossi, un volume di 400 pagine che tratta l'evoluzione della scrittura e della stampa, della descrizione e classificazione dei caratteri, con l'elenco alfabetico dei tipografi, designers, type designers.

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